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Le distorsioni del sistema delle garanzie pubbliche: tra alibi di mercato e rischio operativo. 

Una rilettura tecnica delle criticità sistemiche oltre la cronaca giudiziaria.

 

 

La fenomenologia oltre la cronaca. La recente inchiesta Spotlight di RaiNews24, pur avendo il merito di evidenziare le patologie più gravi del sistema creditizio legate alle infiltrazioni criminali, rischia di lasciare in ombra la mutazione strutturale che ha investito il rapporto tra sistema bancario e garanzia pubblica. Al di là delle fattispecie di reato, l'analisi tecnica impone di concentrarsi su come lo strumento del Fondo di Garanzia (M.C.C.) sia stato progressivamente piegato a logiche distanti dalla sua ratio originaria.

L'alibi del "fallimento di mercato" e l'abdicazione al rischio. Si assiste a una progressiva abdicazione degli istituti di credito alla loro funzione primaria: l'assunzione e la gestione del rischio d'impresa. Per giustificare tale arretramento e il conseguente ricorso massivo al "garante di ultima istanza" (lo Stato), il sistema tende a narrare un presunto "fallimento del mercato assicurativo", reo di non offrire coperture adeguate sul rischio di credito. Tale argomentazione appare, tuttavia, un alibi strumentale che legittima la trasformazione della banca in un mero esecutore amministrativo di erogazioni "blindate", traslando sulla collettività un rischio che, fisiologicamente, dovrebbe essere prezzato e gestito dall'intermediario finanziario.

Nell'osservare le anomalie del sistema, è necessario operare una distinzione temporale e qualitativa:

  1. l'accesso abusivo (fenomeno strutturale): una criticità presente ben prima dell'emergenza pandemica riguarda l'erogazione di finanza garantita a soggetti privi dei requisiti di merito creditizio o in stato di pre-default; in questi casi, la garanzia non sostiene lo sviluppo, ma viene utilizzata per erogare credito ad alto rischio (altrui) se non addirittura di mantenere artificialmente in vita posizioni decotte (maquillage), differendo l'insolvenza a danno dell'Erario;
  2. l'ottimizzazione patrimoniale: più recente è la tendenza a concedere garanzie alla migliore clientela (investment grade), non per necessità di sostegno, ma per abbattere i requisiti di accantonamento patrimoniale (Capital Relief); qui che si annida la genesi tecnica di parte degli extra-profitti bancari: minor capitale impegnato a parità di margine.

 

Lo scenario regolatorio: Basilea 4 e il Rischio Operativo.

Tale assetto presenta criticità latenti in vista della piena applicazione di Basilea IV. La revoca della garanzia statale per difetto dei requisiti sostanziali (accesso abusivo) non configurerà una semplice perdita su crediti, bensì un evento di rischio operativo (derivante da procedure inadeguate o errori legali). L'impatto sui coefficienti di assorbimento patrimoniale (R.W.A.) sarà oneroso, penalizzando proprio quegli istituti che hanno rinunciato a una corretta istruttoria. Il rischio di credit crunch futuro non deriverà, dunque, da una stretta statale, ma dall'incapacità delle banche di erogare credito senza il "paracadute" pubblico.

 

Conclusioni: per un ritorno al "fare Banca". L'auspicio, in conclusione, è che il sistema creditizio sappia operare una profonda revisione del proprio modello di business e della propria governance. È necessario abbandonare la comoda prassi di privatizzare gli ingenti utili realizzati e tentare di socializzare le potenziali perdite sulla collettività. Le banche devono riprendere le redini della funzione creditizia, riattrezzandosi con competenze umane e tecniche adeguate. I sistemi informatici e gli algoritmi di scoring, per quanto efficienti, si sono dimostrati strumenti di supporto necessari ma non sufficienti. Solo abdicando alla logica dell'abdicazione, e tornando a valutare e gestire il rischio in proprio, il sistema potrà garantire sostenibilità a sé stesso e al tessuto imprenditoriale che è chiamato a servire.

 

11 dicembre 2025